
Ogni razza ha grandi pregi da apprezzare ma, per viverli, bisogna essere in perfetta sintonia con ognuno dei mondi che li ha generati e selezionati.
Amare una razza significa anche comprenderne ed accettarne le carenze e le debolezze.
Se ogni madre non amasse i figli che non hanno conquistato primati, che non ottengono strepitosi successi, l’amore materno sarebbe destinato a scomparire.
Noi allevatori abbiamo il proposito di produrre cani belli, sani, con grandi pregi ma la natura non sempre si lascia piegare e la genetica non è una materia esatta.
Chi ama la razza non la disprezza anche se alcuni suoi componenti non danno il meglio.
Leggo purtroppo che quando i pastori tedeschi non superano prove eccelse vengono definiti "merdine" o "mammolette". Io mi meraviglio di queste meschine espressioni perché dimostrano che, invece di comprenderli, li disprezzano. Anche questi sono cani che possono avere altri pregi e, magari, se non si sono prodotti in attacchi feroci ed intrepidi, potrebbero essere capaci di trovare e salvare un bambino travolto dalle macerie di un terremoto, con grande gioia dei genitori che gli saranno sempre grati.
Mi consolo pensando che queste espressioni appartengono a persone che certamente non amano il cane e vedono solo nella sua aggressività la rivalsa delle loro gravi frustrazioni.
Piero Alquati